Con Sheva, addio difensore
"Shevchenko sì, Shevchenko no, Shevchenko boh" per parafrasare una celebre canzone che quasi vinse Sanremo anni fa: una delle telenovele più noiose degli ultimi due mercati vive nelle ultime ore un'ennesima puntata. Pare infatti che Silvio Berlusconi abbia chiesto a Roman Abramovich il via libera per l'attaccante ucraino, in tribuna nell'esordio in Premier League contro il Portsmouth: una trattativa che quantomeno pare strana, se non stranissima, visto le condizioni del Milan in emergenza, che parlano di assoluta emergenza. Un eventuale arrivo di Shevchenko infatti chiuderebbe le porte ad Ivanovic, così come ai due "Silva", Alex e Thiago, che sembrano essere i tre difensori nel mirino rossonero: Tabarè Viudez, il giovane uruguayo arrivato dal Defensor, ha già riempito infatti uno dei due posti da extracomunitario, e dunque, col ritorno dell'ex Pallone d'Oro, fino a giugno 2009 non potrebbero sbarcare a Milanello altri giocatori extra-UE.
E cosa sarebbe successo poi se davvero Ariedo Braida fosse riuscito a chiudere per Branislav Ivanovic la scorsa settimana? Che Berlusconi rivoglia il suo "figlioccio", di cui ha battezzato anche il figlioletto Jordan, è sicuro: ma è altrettanto certo che la parte "operativa" del Milan, ovvero Adriano Galliani ed Ariedo Braida, si stiano muovendo su piste diametralmente opposte per rinforzare quello che effettivamente è la lacuna grave della rosa rossonera. Che esistano dunque due anime nel cuore della società di Via Turati, una attenta al campo, l'altra più all'Amarcord? Sarebbe un precedente pericoloso, specie se questo "caso" dovesse nascere per un giocatore di 32 anni, bocciato da due tecnici, Mourinho e Scolari, non esattamente nati ieri.
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