Seedorf a 360 gradi. Padre, professore, teorizzatore, leader. Sogna un calcio totale, il tempo è dalla sua

Clarence Seedorf, classe 1976. Trentotto anni il prossimo primo di aprile e già sulla panchina di un top club a livello internazionale. Lui, nato a Paramaribo, brucia le tappe dall'adolescenza. Titolare nell'Ajax a 16 anni, campione d'Europa a 19, allenatore del Milan a 37. Padre, professore, teorizzatore, leader. Le diverse sfaccettature del Seedorf uomo emergono nella lunga intervista rilasciata al direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti. Calcio, vita, carriera e pensieri, confidati a tavola. Guarda agli uomini, ancor prima che ai calciatori.
Sogna un calcio totale, fin dai tempi dell'Ajax. Sogna di schierare un giorno il suo Milan con sei uomini d'attacco, garantendo equilibrio alla squadra. Pensa ai suoi figli, ai quali vuole consegnare un mondo migliore di quello in cui è cresciuto. Leader in campo, fin dalla tenera età, esempio di massima professionalità a tutte le latitudini toccate, si autodefinisce un (ex) giocatore "rompiballe", ma se l'avessero ascoltato le cose sarebbero andate meglio. L'ambizione ce l'ha nel dna. Non a caso Silvio Berlusconi si riconosce nell'olandese.
E' riuscito a mettere d'accordo Barbara Berlusconi e Adriano Galliani nel momento del grande freddo tra i due, ci sorride ma non si scuce su Massimiliano Allegri, "sarebbe inelegante". La ricetta sta nella coda: "Il Milan ora deve ritrovarsi, poi costruiremo le basi, partendo dai giovani". Il Professore indica la via.

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