'Sì ma Paratici è squalificato'. Cosa dicono le regole su cosa potrà fare o no al Milan

Fabio Paratici è ad un passo dal diventare il nuovo direttore sportivo del Milan, anche se, nonostante ci sia un accordo di massima, per la firma si registrano ancora tempi lunghi a causa di alcuni dettagli - non di poco conto, anzi - contrattuali da sistemare e che accontentino entrambe le parti in causa. Si è, dunque, ora nella fase della stesura del contratto, dove verrà inserita una clausola molto importante: il Milan vuole infatti cautelarsi in caso di condanna penale dell'ex dirigente della Juventus nell’inchiesta Prisma e per questo vuole mettere nel contratto un clausola d’uscita, una sorta di diritto di recesso super blindato. Si tratta di un punto piuttosto delicato e per questo ci vorrà un po' di tempo per la fumata bianca definitiva.
A prescindere dai tempi della firma, Fabio Paratici non potrà operare direttamente nel e per il Milan fino al prossimo 20 luglio 2025, quando scadrà la squalifica per il caso plusvalenze. Il dirigente, comunque, potrebbe già iniziare a lavorare 'con mansioni ridotte', come ufficializzato da un comunicato del 28 aprile 2023 successivo all'accoglimento del ricorso presentato dallo stesso Paratici alla Fifa. Secondo il regolamento Figc, Paratici non potrà fino ad inizio estate trattare con agenti e giocatori, entrare negli spogliatoi prima e dopo ogni partita e rappresentare il club nelle assemblee della Lega Serie A, tranne che quelle per argomenti di natura patrimoniale. Potrà, ovviamente, dare degli input su come gestire il tutto, ma senza occuparsene in prima persona.

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