SEEDORF: "C'è troppo odio nel calcio"

SEEDORF: "C'è troppo odio nel calcio"MilanNews.it
giovedì 11 dicembre 2008, 13:43Primo Piano
di Antonio Vitiello

Riportiamo parzialmente l'intervista che Clarence Seedorf ha concesso a Repubblica quest'oggi. Diverse le tematiche toccate, dall'odio nel calcio fino a parlare del suo futuro.

Seedorf, vogliamo parlare un po' di calcio e responsabilità sociale?
"Volentieri. Partiamo da un dato innegabile: il calcio dà una visibilità enorme e consente di lanciare segnali molto forti. C'è chi sfrutta questa possibilità, chi no, chi vorrebbe ma non sa come. Io credo che noi dobbiamo dare l'esempio e comportarci bene in campo, soprattutto pensando che ci guardano i bambini e che per natura i bambini sono portati a imitare i gesti. Cassano mi è molto simpatico, ma se dopo aver segnato un gol tira un calcio alla bandierina del corner e la rompe, e questo gesto le tv lo ripropongono decine di volte, c'è da scommettere che sarà imitato. E' solo il primo esempio che mi viene in mente, ma potrei parlare di sputi, gomitate, proteste eccessive. Finché siamo sotto i riflettori, il comportamento dev'essere serio e responsabile. Basta perdere il controllo per due secondi e si finisce su You Tube".

 

Parliamo degli altri, allora. Secondo lei l'Italia è un paese razzista?
"Secondo me l'Italia è un bellissimo paese popolato in gran parte da bellissime persone. Non è un paese razzista, bisogna stare attenti a usare questa parola a proposito. Più circola la parola "razzismo" più si fa propaganda al razzismo. Io farei circolare la parola "integrazione". In Italia semmai c'è una forma di stupidità culturale che porta alcuni, insoddisfatti della propria vita, a un comportamento spregiativo e aggressivo nei confronti dei più deboli. Stupidi sì, ma non fino al punto di prendersela coi più forti. S'è visto mai, questo? I più deboli sono gli zingari, gli immigrati dai paesi poveri d'Europa, quelli che vengono dall'Africa, ma sono anche gli italiani poveri, i senzatetto come quello che è stato bruciato a Rimini. Non è razzismo".

 

Lei ha tifato per Obama?
"Speravo che vincesse e sono felice che abbia vinto. Gli Stati Uniti hanno un passato triste, non esemplare. Credo che Obama incarnerà un potere dal volto umano e sarà un buon leader. Al di là della sua persona, è importante il voto degli americani. E' un voto che taglia col passato, che invita a guardare avanti con speranza, con fiducia".

 

Preferisce la tecnologia all'uomo?
"No, perché è l'uomo che ha creato la tecnologia. Preferisco una moviola a bordocampo che cento moviole per tutta la settimana, e mille sospetti e insinuazioni. Si potrebbero dare tre bonus a squadra, e in caso di fuorigioco dubbio lasciar proseguire l'azione e poi controllare. Ma la prima cosa da migliorare è l'aria che si respira sui campi. A me piacerebbe che la Federazione o il Coni, non so da chi dipende, cambiassero il regolamento e rendessero obbligatorio il terzo tempo. Se dobbiamo salutarci prima della partita, perché dopo no? Servirebbe a togliere un po' d'odio dagli stadi".

 

Si diverte ancora, in campo?
"Mi diverto, alla lettera, solo quando gioco da 10 classico dietro a due punte. Siccome non mi pagano per divertirmi ma per fare gli interessi della squadra, gioco più indietro. La mia evoluzione nel calcio è un continuo arretrare, ma va bene anche così, visto che il mio fisico me lo consente".

Cosa pensa di fare, dopo?
"Non ci penso. Mi sento ancora giovane e forte".