Walker: "Non potevo dire no al Milan, Ibra ha un'aura incredibile. Futuro? Ora sono in prestito, potrei anche tornare al City..."

Kyle Walker è arrivato al Milan durante il mercato di gennaio in prestito con diritto di riscatto. I rossoneri possono prenderlo a fine stagione a titolo definitivo pagando 5 milioni di euro al Manchester City. Non appena è sbarcato a Milanello, il difensore inglese è diventato un titolarissimo del Diavolo, con cui ha finora collezionato 11 presenze (sette in Serie A, due in Champions Lague e due in Coppa Italia).
L'ADDIO AL CITY - Intervenuto al suo podcast "The Kyle Walker Podcast”, il terzino rossonero raccontato il suo addio al City a gennaio: "Ho detto al team manager che volevo salutare i ragazzi in mensa prima di andarmene quando ho saputo che l'affare era concluso. Lui ha mandato un messaggio a tutti, quindi, c'erano lì 150 persone e ho dovuto dire arrivederci, il che è stato un po' snervante e anche triste. Ho parlato e salutato tutti, dagli addetti alle pulizie, ai cuochi fino ai fisioterapisti. C'era lì anche la signora Emma che sta dietro al bancone e ti serve da mangiare e bere. Quando la guardavo volevo piangere perché era come se ogni giorno ti avessi detto "Buongiorno" e ti avessi abbracciato, e all'improvviso ora non ti avrei più visto. E sul momento non ci pensi, ma poi quando vieni a dire addio è davvero dura" riporta il Daily Mail.
LA SCELTA DI ANDARE AL MILAN - Walker ha poi parlato della sua scelta di lasciare il City per andare al Milan: "Nel calcio, quando capitano certe opportunità, bisogna coglierle. E per me vivere un campionato diverso, vivere una cultura diversa, giocare per un club come il Milan... non credo che si possa rifiutare. E quando sai un club come il Milan ti vuole, tu vuoi andarci e vuoi affrontare una nuova sfida. Penso che ci siano certi club al mondo a cui non puoi dire di no - riporta il Daily Mail -. Per me era arrivato il momento giusto di andare via. E il Milan era il club giusto. Ho pensato che dovevo andare e provare qualcosa di diverso perché non voglio avere rimpianti a fine carriera. Potevo esplorare qualcosa di diverso e venire in un club come questo. Penso che sia stata la scelta giusta per me".
FUTURO - Quale sarà il suo futuro? Verrà riscattato al Milan o tornerà al City? Walker ha dichiarato su questo tema come riporta il Mirror: "Dopo che ho detto addio, Guardiola si è alzato e ha pronunciato un discorso davvero carino, dicendomi grazie per tutto. Ma non è finita. Sono al Milan in prestito. Devo tenere in considerazione il fatto che potrei anche tornare al City. Ovviamente le parti devono raggiungere un accordo alla fine della stagione, il capitolo non è completamente chiuso, ma vedremo cosa succede".
OBIETTIVO 100 PRESENZE IN NAZIONALE - Walker ha infine parlato anche della nazionale inglese con cui punta a raggiungere il traguardo della 100 presenze (al momento è a quota 95): "E' stato un grande sollievo quando Thomas Tuchel (ct dell'Inghilterra, ndr) mi ha chiamato e abbiamo parlato. Ho parlato con lui anche del passaggio al Milan e gli ho detto: 'Voglio restare in Europa perché voglio continuare a rappresentare il mio Paese e arrivare alle cento presenze'. Voglio solo poter dire di aver rappresentato il mio Paese 100 volte" riporta il Mirror.
IL MILAN E IBRA - Sul suo arrivo al Milan, WAlker ha raccontato: "Rito di iniziazione? Ho dovuto cantare una canzone di Amy Winehouse. Ero un po’ nervoso. Mike Maignan,voleva chiedermelo, ma non voleva davvero farlo. Gli ho detto: ‘Lo faccio Mike, no problem’. Sono salito sulla sedia, tutti ballavano, anche il mister. Con il sigaro? No, non ce l’aveva (sorride, ndr). Entrare nello spogliatoio del Milan è stato diverso, entri e sai che le persone guarderanno ciò che fai, cercheranno di emulare la mia routine, se vado in palestra, se faccio le cose giuste nel modo giusto. Devi essere un esempio. Ho vinto un po’ di cose al City, ora si tratta di trasmettere la mia esperienza. La qualità che abbiamo al Milan è paurosa. Sappiamo tutti che non è stata una grande stagione finora, ma possiamo finirla bene. Con la qualità che abbiamo, tra giocatori e allenatore, a prescindere da ciò che accadrà la prossima stagione, dobbiamo far sì di chiudere la stagione al meglio. Ibrahimovic? Ho giocato contro di lui e l’ho già visto in precedenza, ma ha un’aura, specialmente a Milano e dove ho firmato puoi sentire la sua aura. È ancora come un giocatore, ma ha un altro ruolo ora. La sua aura è incredibile. Ciò che ha fatto per questo club, per questa città, per il calcio: merita tutto ciò che ha ottenuto. L’unico con cui posso accostarlo è Rooney, ma è diverso perché lo conosco personalmente e lo conosco come Wayne. Zlatan è molto serio, ha un ruolo diverso e ha una personalità diversa da Wayne“.

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