L'anticipo di Galli - Da Napoli alla Fiorentina, il derby come medicina

A Napoli le scelte di Conceição non hanno pagato, in particolare quella di tenere in panchina Leao, per una presunta condizione non ottimale,preferendogli Joao Felix: una scelta che ci era sembrata strana sia per motivi tecnici sia per quelli di politica societaria. Come annunciato dal suo agente Mendes, infatti, il portoghese ex Chelseanon verrà riscattato dal club rossonero e sembra destinato nella prossima stagione a prendere la via del Galatasaray, in Turchia. Ma allora perché valorizzare un giocatore che non costituisce un asset societario e che fino ad ora non ha neppure garantito l’apporto tecnico auspicato? Felix è un giocatore che, così ci dice la sua carriera, ogni volta si sottrae alle difficoltà e alle responsabilità: eppure gli viene continuamente data una nuova chanceprima ancora che abbia portato a termine la precedente. Beato lui, che cosa possiamo dire?
Anche dal punto di vista difensivo ci aspettavamo una prestazione diversa, considerato il tempo avuto a disposizione per preparare la partita. Avevamo auspicato solidità difensiva e invece le fragilità del reparto sono emerse una volta di più, certamente favorite dalle errate letture individuali di inizio garache hanno coinvolto tutta la linea arretrata.
Con queste premesse tecniche abbiamo affrontato il derby, semifinale di andata di Coppa Italia.
Un derby che ci ha visti giocare una partita decorosa soprattutto nel primo tempo, quandosiamo riusciti a contenere i nerazzurri e a metterli in difficoltà, in particolare con Leao, tra i migliori in campo insieme a Maignan, decisivo in più di un’occasione, Fofana e Reijnders. A loro si aggiunge Abraham che ha dato ragione al tecnico per averlo preferito al “Bebote” Gimenez,segnando il goal del momentaneo vantaggio.Purtroppo da segnalare un’altra prestazione incolore di Theo Hernandez, sempre più lontano dagli standard a cui ci aveva abituato.
È ormai chiaro che la squadra si trovi meglio quando non deve fare la partita e questo, per me,non è sinonimo di grande squadra. Vero è che il dato del possesso palla di per sé non sia dirimente,ma gran parte delle squadre che occupano i primi posti in classifica, se non tutte, hanno un possesso palla superiore al 50%.
L’aspetto positivo è che il pareggio lascia intatte le possibilità per accedere alla finale. In quest’ottica,fino alla gara di ritorno, ogni partita, a partire da quella di oggi con la Fiorentina, dovrà aiutarci a consolidare impianto di gioco e autostima. Già stasera capiremo se la partita con l’Inter possa considerarsi un buon viatico nel processo di crescita della squadra.
Infine ci sembra giusto sottolineare le dichiarazionipre-derby di Giorgio Furlani. L’AD ha ammesso che l’aver distribuito le funzioni della direzione sportiva tra più persone (immaginiamo che si riferisca a lui stesso, a Ibra e Moncada) non ha dato l’esito sperato e che, pertanto, poiché i risultati sportivi sono il principale obiettivo del Club, al più presto (io personalmente spero prestissimo!) verrànominato il nuovo direttore sportivo (nella serata del derby tutte le fonti di stampa hanno parlato di un accordo verbale raggiunto con Paratici salvo poi annunciare che l’accordo era saltato).
Si torna ancora lì: risultati sportivi e chiarezza di governance sono strettamente legati. E se è vero che il Milan è uno dei brand più amati nel mondo e che l’attuale proprietà sta facendo un lavoro egregio di promozione internazionale, di marketing e di merchandising (e di bilancio!), è altrettanto vero che senza risultati sportivi il brand è destinato ad appannarsi. In questo senso la precisazione di Furlani è importante e non scontata. Ora si tratta di far seguire i fatti alle parole.
Buon fine settimana a tutti e forza Milan!
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