Orlando: "Il ds tradizionale? Ammissione di colpa della società. Theo e Leao vanno ceduti"

Intervenuto ai microfoni di MilanNews.it, l'ex rossonero Massimo Orlando ha spaziato sui vari temi: dal derby di Coppa Italia al prossimo impegno contro la Fiorentina, sua ex squadra. Toccando anche i temi spogliatoio, direttore sportivo e allenatore. Ecco le sue parole:
Massimo Orlando, che impressioni hai avuto dal derby?
"L'impressione è che l'Inter abbia portato a casa il risultato che voleva. Per gestire questo momento di tante partite e presentarsi al ritorno con i titolari. Milan che non mi è dispiaciuto, l'ho visto equilibrato ed è una cosa non da poco visto che ciò che è mancato troppo spesso in questa stagione è stato l'equilibrio fra i reparti".
Coppa Italia che è ormai il senso della stagione del Milan
"È comunque poca roba, di fatto parliamo di un anno perso. Il nono posto è un'assurdità. La società ha certo delle colpe ma i giocatori alla fine sono stati comprati. Gli allenatori sono in difficoltà, i giocatori hanno il mal di pancia. Si sono tutti comportati male e i tifoso è giustamente arrabbiato. Ciò che è incredibile per una squadra come il Milan è che dà sempre l'impressione di poter perdere con chiunque".
Fonseca ha pagato con l'esonero, la società è contestata apertamente. Ma il rischio è che si sia creato un alibi per i calciatori
"I giocatori hanno almeno il 50% delle colpe. Ma dato che parliamo di 25 teste diverse, con caratteri diversi, bisogna avere anche una società forte alle spalle che sappia intervenire al momento opportuno. Che gestisca, che parli con loro, che "bastoni" se necessario. E che conosca il mondo del calcio dal di dentro. Maldini aveva credibilità ed esperienza e aveva creato qualcosa di successo".
Cosa serve cambiare in questa squadra?
"Come prima cosa si deve costruire un gruppo solido, con un leader. Figura che manca a questa squadra, che ha sì buonissimi giocatori ma non un trascinatore. E spero che si faccia pulizia di giocatori che hanno dimostrato di non essere da Milan, a livello di atteggiamento".
Quali giocatori, nello specifico?
"Theo sicuramente. Lo adoro come calciatore ma è evidentemente svogliato e ha rotto con ambiente e tifoseria. Delle volte mi sembra che non voglia fare la diagonale perché non ne ha voglia. Mi riesce difficile pensare che lo si possa recuperare. Lo stesso vale per Leao, che è un fenomeno ma ho la sensazione che il suo rapporto col Milan sia alla fine. Mi spiace perché quando è un giornata fa la differenza. Ma credo che la soluzione migliore sia monetizzare al massimo dalle loro cessioni e rifare la squadra".
Il mercato di gennaio, Walker a parte, non sta portando ai risultati sperati, Gimenez ha persino perso il posto. Intanto Abraham ha segnato nel derby. Su chi puntare in attacco?
"Dico Abraham, perché Gimenez è andato in difficoltà. E parlo a livello mentale, lo vedi, sbaglia le cose semplici. Ha fatto anche bene all'inizio, ma si è fatto travolgere dal Milan disastroso in cui è capitato. Abraham sta meglio di testa, insisterei con lui".
Joao Felix sembra ormai bocciato
"Non è il giocatore giusto per il Milan, come non lo è Sottil che comunque non ha colpe. Felix ha enorme talento, ma quante squadre ha cambiato? Ci sarà un motivo. E poi è vero che ha i colpi, ma non era un tipo di giocatore che serviva al Milan, detto che per come è entrato nel derby non mi è dispiaciuto".
Gennaio non ha portato ai miglioramenti sperati a livello di rosa
"Non ho capito perché il Milan si sia privato di Saelemaekers. Manca equilibrio, Fofana si ritrova in mezzo al campo da solo e basta un passaggio in verticale che la difesa va in difficoltà. Squadra da ricostruire e con un altro allenatore".
A proposito di allenatore, si parla di De Zerbi. È il nome adatto per il Milan?
"De Zerbi è molto bravo. Allenatore moderno, insegna calcio ma ha il difetto di prendere tanti gol e non so se in questo momento possa essere il profilo giusto per il Milan"-
Su chi punteresti?
"Non avrei dubbi, Antonio Conte. Sarebbe l'ideale, a maggior ragione se non fai le coppe. E con lui in panchina i giocatori non hanno alibi".
Poco prima del derby l'amministratore delegato Furlani ha parlato della ricerca di un direttore sportivo tradizionale, dopo essere stati senza per due anni. Un'ammissione di colpa, in pratica
"Ammissione di grossa colpa, c'era la percezione da parte di tutti di assenza totale. Ibrahimovic è stato un grandissimo giocatore ma non credo che sia il suo ruolo. Perché il direttore sportivo dev'essere non solo bravo nelle trattative, ma anche nella gestione con l'allenatore e i giocatori. Una presenza costante".
Infine una battuta sul prossimo impegno dei rossoneri: a San Siro arriva la Fiorentina
"La Fiorentina è in salute. Ha ritrovato gioco ed entusiasmo. I giocatori del Milan devono fare risultato se non vogliono vivere due mesi da incubo. Partita non facile, anche per le caratteristiche dell'avversario: la Fiorentina aspetta e riparte, il Milan attacca e lascia tanti spazi. Poi Fagioli ha dato qualità ai viola e Kean è in condizioni stratosferiche. Servirà che certi giocatori del Milan entrino in campo con un altro atteggiamento, se vogliono fare risultato".

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