Abisso senza fine: formazione e modulo incomprensibili, gioco inesistente, spirale inarrestabile
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In apnea negli abissi, Conceiçao sprofonda e con lui la squadra trascinando sul fondo anche gli ultimi proclami regalati dall’ultimo numero di GQ.
Solo 20” per la prima grande palla gol sul sinistro di Gimenez, che spara alto. Solo 2’ per il primo maldestro tentativo di autorete di Thiaw. Bologna-Milan inizia con il solito copione thriller che prevarica moduli e formazione, dove peraltro continua a sorprendere l’esclusione iniziale di Pulisic per privilegiare un 4-3-1-2 che relega Rejinders in mediana con Musah e Fofana, premiando Joao Felix ancora titolare.
I rossoblù girano meglio nel primo quarto d’ora, imbucando sulle fasce con troppa facilità, poi crescono nel possesso palla creando però una sola grande occasione.
Sull’altro fronte del resto i rossoneri non costruiscono niente a parte due sussulti senza esito di Musah e Fofana: nessuno sbocco laterale, Leao accentrato, Rejinders defilato, Joao Felix non pervenuto. Balbettano Jimenez e Theo su Dominguez e Ndoye.
Quando la squadra di Conceiçao sembra chiudere il primo tempo in apnea, ecco lo strappo: rinvio sulla trequarti di Maignan, tocco aereo di Gimenez per Leao che sfugge a De Silvestri, aggira Skorupski e deposita in rete allo scadere.
Ci mette poco il Bologna a pareggiare, 2’ nella ripresa: punizione da destra, correzione di Castro giudicata regolare (con il polso), da un passo gol di Dominguez. Da questo momento è la formazione di Italiano a riprendere in mano il pallino, senza incidere nonostante il Milan continui a perdere quasi tutti i contrasti. Fuori l’assente Joao Felix per Pulisic. Mette fuori la testa Musah al 64’ ma si schianta contro Skorupski.
La partita è brutta, nervosa. Bologna più vivo, con scarso costrutto però. Dei rossoneri nella metà campo avversaria solo rari scampoli, senza luce. Nessuna idea precisa per scardinare la difesa emiliana.
Così nel finale arriva il 2-1 da rimessa laterale, con una dormita generale che permette a Ndoye di toccare sotto misura. La Champions 2025-26 evapora. Come diceva Gino Bartali: tutto sbagliato, tutto da rifare.
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