MN - Esajas: "Ancelotti un fratello. Dopo una partita con la Primavera, mi disse: 'Ora sappiamo che possiamo contare su di te ma sappi che sarà comunque difficile'"
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La storia di Harvey Esajas, ormai vecchia 20 anni, fece a suo tempo il giro del mondo. La favola del "lavapiatti" (scopriremo che non l'ha mai fatto) che arriva a giocare in quello che era uno dei club più forti in assoluto. Una splendida favola di quelle che fanno bene al calcio e che insegna che non bisogna mai smettere di sognare. Oggi Esajas ha 51 anni, è tornato in Olanda e ha fatto tesoro della sua esperienza in rossonero che, come ci ha raccontato, gli ha aperto gli occhi e dato una missione di vita. Che lo ha portato ad aiutare le persone in difficoltà. Il calcio, invece, è ormai alle spalle.
Ecco un estratto dele sue parole, in esclusiva per MilanNews.it, ai microfoni di Gaetano Mocciaro.
Ancelotti?
"Un fratello. È sempre stato corretto con me, ha chiarito da subito che per me sarebbe stato un problema giocare. Io ho chiesto di farmi giocare in Primavera, dopo 4 anni giocare volevo almeno testarmi, capire se potevo ancora fare il calciatore. Mi hanno fatto giocare una partita con la Primavera, ho resistito 80 minuti giocando evidentemente bene, perché Ancelotti si convinse. Mi disse: 'Ora sappiamo che possiamo contare su di te ma sappi che sarà comunque difficile'. Era normale, ci stava".
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