Sacchi: "È fondamentale, perché tutto funzioni e il motore giri senza problemi, che ci sia perfetta sintonia tra le varie componenti della società"

Il tecnico di lungo corso e oggi opinionista Arrigo Sacchi, a La Gazzetta dello Sport, ha parlato così delle scelte future che dovrà fare il Milan per rilanciarsi in vista della prossima stagione: “Ho sempre pensato che il club, con la sua storia e con le sue idee, viene prima dell’allenatore e l’allenatore viene prima dei giocatori. Ciò significa che il ruolo determinante, in questa vicenda, dev’essere quello della proprietà. È fondamentale, perché tutto funzioni e il motore giri senza problemi, che ci sia perfetta sintonia tra le varie componenti della società.
Faccio un esempio, così mi potete capire meglio: Berlusconi era l’uomo che dava la linea, Galliani si occupava di far sì che questa linea fosse seguita, e lo stesso faceva Braida. E poi c’ero io, cioè l’allenatore, che in perfetta armonia con i dirigenti, avevo il compito di trasformare queste idee in gioco. Quando Berlusconi mi disse che voleva vincere e convincere, che per lui il calcio era spettacolo, e che il suo obiettivo era divertire il pubblico, mi è stato subito chiaro ciò che dovevo fare: proporre un gioco innovativo, bello, coinvolgente e trascinante.
E questo successo è stato possibile perché c’era piena condivisione di vedute tra dirigenti e allenatore, tra amministratore delegato (Galliani) e direttore sportivo (Braida), tra allenatore e giocatori. I problemi del Milan in questa stagione sono figli di errori fatti nell’estate scorsa, e dicendolo non scopriamo chissà quale segreto. Evidentemente non c’era chimica tra chi doveva lavorare assieme, tant’è vero che Fonseca, alle prime difficoltà, è stato esonerato.
Le persone che fanno parte di un club devono remare nella stessa direzione con l’obiettivo di raggiungere il traguardo prima degli avversari. Se invece ognuno va per conto proprio e cerca di salvare soltanto se stesso, finisce che non si arriverà da nessuna parte. Ecco, proprio perché voglio molto bene al Milan, mi auguro che ora, in questo periodo che è cruciale per la definizione del progetto della prossima stagione, non si commettano gli errori del recentissimo passato e, soprattutto, si punti su uomini affidabili: il direttore sportivo, l’allenatore e i giocatori. Tutti uniti, e con una chiara idea che proviene dal vertice del club, si può pensare di tornare grandi”.
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