MN - Esajas: "Shevchenko mi guardava come per dire 'Ma dove caz*o vai?'. Era un grande campione e avevo enorme rispetto nei suoi confronti".

La storia di Harvey Esajas, ormai vecchia 20 anni, fece a suo tempo il giro del mondo. La favola del "lavapiatti" (scopriremo che non l'ha mai fatto) che arriva a giocare in quello che era uno dei club più forti in assoluto. Una splendida favola di quelle che fanno bene al calcio e che insegna che non bisogna mai smettere di sognare. Oggi Esajas ha 51 anni, è tornato in Olanda e ha fatto tesoro della sua esperienza in rossonero che, come ci ha raccontato, gli ha aperto gli occhi e dato una missione di vita. Che lo ha portato ad aiutare le persone in difficoltà. Il calcio, invece, è ormai alle spalle.
Ecco un estratto dele sue parole, in esclusiva per MilanNews.it, ai microfoni di Gaetano Mocciaro.
Maldini e Shevchenko non erano propriamente entusiasti della tua presenza
"Potevo capirlo, loro erano grandi campioni e io non ero allo stesso livello. Ma devo dire che Maldini è sempre stato corretto con me, certo non mi dava confidenza. Shevchenko mi guardava come per dire 'Ma dove cazzo vai?'. E in effetti in allenamento a un certo punto mi fa: 'Tanto non giochi mai. Stai tranquillo, non fare niente'. Lo guardavo per dire: 'Ma che stai dicendo?'. E Stam prendeva le mie difese, mi faceva: 'Non ascoltarlo. Anzi, vai e spaccagli il culo' (ride, ndr). Però non c'è mai stata una lite, Shevchenko era un grande campione e avevo enorme rispetto nei suoi confronti".
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